Convegno Nazionale AIAPP 2013

Convegno Nazionale AIAPP 2013
Il progetto di paesaggio: motore per lo sviluppo economico
Sessione del Convegno: Ambiente e ecologia – Categoria: Casi studio italiani
LA TRASFORMAZIONE DEL PAESAGGIO ESTRATTIVO DA SPAZIO RESIDUALE A LUOGO DI OPPORTUNITÀ : IL CASO DI CAVA SOSTENIBILE

Abstract

Nell’articolo si affronta il tema della rigenerazione eco-sostenibile di un sito estrattivo ancora in operam, in un’ottica di transizione dalla cultura del “risarcimento” a quella della prevenzione. A questo scopo viene presentato il caso di “Cava Sostenibile” di Murisengo (AL), progetto di cui la Società esercente Estrazione Gesso snc è soggetto promotore e cliente, nella figura dell’ing. Sandro Gennaro, Direttore della Cava e Progettista. Sebbene in termini ambientali l’espressione “cava  sostenibile” sia una contraddizione, se pensiamo al danno che le attività estrattive sovente determinano  sugli ecosistemi, sul paesaggio e sulla salute, la denominazione dell’intervento sulla cava di Murisengo la si deve alla sua assoluta particolarità rispetto ad una consueta operazione di recupero, trattandosi di una reinvenzione e riuso socio-culturale dell’ambiente caveale mantenendolo, contestualmente, “in esercizio”.

L’analisi di questo caso studio restituisce un quadro del tutto sperimentale. La Società ha infatti in corso dal 2012 un work in progress che, attraverso successivi interventi di installazioni luminose temporanee per mostre e spettacoli, punta alla progettazione e realizzazione di una trasformazione effettiva delle camere minerarie esaurite della cava, site a quota -90 metri dal p.c. per una superficie di circa 5.000 mq, da devolvere ad usi permanenti (cultura, didattica e museo interattivo sul gesso) compatibili con il contemporaneo svolgimento delle attività di estrazione e lavorazione. Il work in progress è inteso a spianare la via alla progettazione della trasformazione vera e propria. È un lavoro propedeutico e di verifica di tutte le fattibilità, da quelle strutturali e geo-meccaniche, a quelle normativo-procedurali, a quelle dettate dalla compatibilità ambientale, energetica e, non ultimo, dal grado e livello di risposta sociale.

1. Introduzione

 Sottosuolo, rigenerazione ambientale, terra, paesaggio. Queste le parole chiave atte ad indicare la necessità che il ciclo di sviluppo delle nostre città si leghi al governo della dismissione, solo attraverso il quale sembra oggi possibile avverare un ri-equilibrio della città contemporanea. Il tema della rigenerazione territoriale, imperniata sul recupero e sulla rifunzionalizzazione dei siti produttivi dismessi, intesi come patrimonio “poroso” della città contemporanea, è uno dei temi centrali del dibattito sui cosiddetti drosscapes, arcipelaghi di suoli e spazi residuali scartati dalla città ma oggi interstizi, spazi in-between nel tessuto urbano e periurbano, considerati tanto mortificanti detrattori dei valori paesistici quanto  inestimabili “contenitori” di valore e di opportunità territoriali.  E se il recupero di un sito ex-estrattivo si rivela sovente una formidabile strategia di pacificazione tra “spazio eroso” e territorio limitrofo, consentendo ai paesaggi caveali “rifiutati” di ri-semantizzare i propri vuoti in una dimensione premiale del loro valore spaziale, ci si potrebbe domandare a quali universi interventuali fare riferimento quando l’azione rigenerativa si rivolge a quella grande quantità di spazi sotto-quota appartenenti a siti estrattivi ancora pienamente in esercizio. E’ il caso del progetto Cava Sostenibile della cava di gesso San Pietro – PratoNuovo a Murisengo, dove la società Estrazione Gesso, soggetto cliente e promotore dell’operazione, ha in corso un work in progress che, attraverso successivi interventi di installazioni temporanee per mostre e spettacoli, punta alla progettazione e realizzazione di una trasformazione effettiva di alcuni ambienti esauriti della cava da devolvere a usi permanenti ludici e didattici, compatibili con il contemporaneo svolgimento delle attività estrattive. L’obiettivo di Cava Sostenibile è quello di verificare il potenziale rigenerativo della cava di gesso come laboratorio di sostenibilità, biodiversità e ripristino ambientale, in una nuova alleanza tra estrattività e cura del territorio. A questo progetto, in intesa con la titolare Anna Callegher, l’ing. Sandro Gennaro è impegnato in qualità di Direttore Responsabile e progettista, coadiuvato dal dott. Mauro Caldera, giornalista, progettista didattico e responsabile dell’Ufficio Stampa di Cava Sostenibile, e dall’assistenza legale dell’avv. Marco Sertorio.

Figura 1. Cava Sostenibile, quinto livello di coltivazione a  -90 m sotto il livello del suolo

Figura 1. Cava Sostenibile, quinto livello di coltivazione a -90 m sotto il livello del suolo

 2. Metodo: il fattore “T” come bussola di progetto

Bussola di progetto è che il tempo critico “T”, durante il quale l’attività di escavazione determina le più aggressive forme di degradazione antropica, si fonda in continuità operativa con il tempo “T+n” in cui il danno viene risarcito, in modo che il sito estrattivo sia recuperato e re-immesso nel circuito fruitivo socio-collettivo mano mano che viene cavato, grazie alla messa in regia di un motore di scelte pro-attive di rigenerazione territoriale resiliente. Si tratta quindi di intendere il progetto di musealizzazione delle camere minerarie ormai esaurite come anticipazione delle opere di recupero ambientale post operam del sito stesso, obbligatorie in base alle disposizioni della L.R. n. 69/78. Il concetto di sostenibilità, riferito ai possibili scenari di risanamento ambientale e paesaggistico di una cava ancora in operam, passa quindi attraverso l’idea più ampia di responsabilità sociale dell’impresa, impegno che la società Estrazione Gesso intende assumersi nei confronti del proprio territorio con largo anticipo, proprio attivando un recupero parallelo e non successivo alla dismissione produttiva, perché l’abbraccio con il proprio suolo e la propria gente si ricostituisca fin da ora.

Cava Sostenibile di Murisengo. Immagine della mostra di Mark Cooper «Monferrato Earthscapes - Sons et Lumières Sotteranee», novembre 2012.

Cava Sostenibile di Murisengo. Immagine della mostra di Mark Cooper «Monferrato Earthscapes – Sons et Lumières Sotteranee», novembre 2012.

3. Implosioni virtuose. Un museo a -90 metri di profondità

Le vicende della cava come luogo dedicato alle arti e alla cultura sono recentissime. Nel corso dell’ultimo anno sono stati realizzati tre eventi-pilota in sotterraneo, durante i quali l’architettura naturale di cava è stata allestita con luci “di scena” colorate. La distribuzione di un breve vademecum della discesa, l’iter di vestizione con giacca e caschetto ed il consenso informato da sottoscrivere prima di accedere all’ipogeo, hanno concorso a creare un’educazione alla sicurezza in sotterraneo. Successivamente, i visitatori sono stati trasferiti sotto-quota con due navette in piccoli gruppi, per assicurare la presenza in cava di non oltre ottanta persone alla volta. Gli eventi hanno generato un clamore inaspettato, spianando la via verso la progettazione della struttura museale permanente. Il piano di coltivazione prevede in sei anni (periodo autorizzativo 2012-2017) l’estrazione di circa 400.000 m³ di gesso, di cui l’80% avverrà proprio dal 5° livello interrato. Questo significa che l’area museale è stata collocata proprio nella zona maggiormente interessata dall’attività estrattiva presente e futura, nel “cuore pulsante” della cava. La scelta è ascrivibile a tre ordini di motivi:

  •     Siurezza strutturale: i monitoraggi degli assetti geo-strutturali, tensionali e deformativi hanno individuato, proprio nelle camere minerarie esaurite del quinto livello, un’area di “centro blocco”. Musealizzare qui significa inserirsi nell’area più sicura e solida della cava, minimizzando i costi di intervento per la messa in sicurezza.
  •    Accessibilità e fruibilità: il livello -5°, oltre a godere di un’ampia accessibilità, possiede anche un potenziale fruitivo maggiore grazie alla sua regolarità.
  •      Valori percettivi: addentrarsi in cava e penetrarvi fino all’ultimo livello estrattivo vuol dire vivere e conoscere in diretta la realtà produttiva. L’operosità mineraria in itinere, presente al quinto livello, è un fattore documentale irrinunciabile.

La difficile conciliabilità tra le due destinazioni d’uso, culturale e produttiva, richiede il rispetto di un’imprescindibile regola: non deve esservi alcuna interferenza tra le due attività. È necessaria, pertanto, un’opportuna ripartizione temporale che consenta l’ingresso al museo unicamente nelle giornate di inattività della cava. Le attività di Cava Sostenibile si rivolgono ad ampie fasce di pubblico, prevedendo un linguaggio specifico per ogni tipo di utenza. Si avranno:

  • ·     Aree di Sviluppo e Ricerca: itinerari di istruzione sul tema del gesso basati sulle tecniche del gioco (abbecedario di cava, simulazione percettiva: visiva, sonora, tattile, olfattiva);
  •    Area Scientifico-Tecnologica: zona in cui, attraverso report fotografici, installazioni video e “officine esperienziali” viene illustrata la teoria dei processi tecnologici del gesso, spiegando il funzionamento di una cava, sequenziandone le attività;
  • ·    Area Laboratorio Artistico: zona in cui sarà spiegata la tecnica del calco in gesso e si apprenderà la metodologia di realizzazione di modelli.

Una parte del sotterraneo sarà adibita a “location” per eventi culturali in genere. Lungo le rampe, saranno inoltre creati percorsi pedonali e per mountain bike.

Immagine dell’iniziativa "Il paesaggio è di scena…sotto terra", ciclo di esposizioni e visite guidate organizzate in collaborazione con l'Aiapp in occasione delle giornate "Giardini aperti". Allestimento museale ed opere di  Daniele Fazio e Carlo Maria Maggia, aprile 2013.

Immagine dell’iniziativa “Il paesaggio è di scena…sotto terra”, ciclo di esposizioni e visite guidate organizzate in collaborazione con l’Aiapp in occasione delle giornate “Giardini aperti”. Allestimento museale ed opere di Daniele Fazio e Carlo Maria Maggia, aprile 2013.

4. Progettare lo spazio s-cavato. Ipotesi e verifiche per un linguaggio di sottosuolo

Nel caso di Cava Sostenibile dove, come detto, la musealizzazione interessa ambiti siti a -90 m  dal piano di campagna, la profondità agisce come intensificatore della misura di valutazione psicologica e percettiva che diviene centro motore della definizione spaziale. Gradiente di valore del progetto è la discontinuità narrativa della progressione tra la quota zero e quella interrata. Viaggiando in navetta lungo la rampa elicoidale, improvvisamente si passa dalla luce alla semi-oscurità, dall’aria aperta della campagna a quella sotterranea, dalla superficie al cuore della terra. La discontinuità provoca un improvviso “straniamento” che colloca il visitatore in una dimensione psichica surreale, sospesa tra l’ancestrale inquietudine della “caverna oscura”, locus dal minaccioso valore archetipico, e la sublime fascinazione di un paesaggio implosivo ed introverso.

L’architettura dell’ambiente ipogeo sarà leggera e reversibile, un contenitore didattico che non intacchi la massa irregolare e maestosa della “caverna”, una struttura minimale che non entri in conflitto formale con lo scenario naturale e solenne del giacimento ma che, al contrario, dimostri la capacità di esprimere un comportamento strutturale e spaziale flessibile nei confronti del complesso sistema di variabili che costituiscono l’ambiente sotterraneo.

Allo scopo di verificarne la fattibilità geotecnica, il livello -5° è stato sottoposto a monitoraggi strutturali finalizzati a determinare lo stato tensionale (metodo del ripristino delle deformazioni ed installazione di celle di pressione definitive), determinare i livelli deformativi indotti dallo scavo (metodo della convergenza), ovvero determinare possibili processi di frattura (metodi piezoelettrici, basati sull’utilizzo di sensoristica sensibile alle frequenze ultrasoniche e rilevazioni dei flussi neutronici, per segnalare possibili fenomeni di frattura sismica e tettonica).

Nonostante le indagini abbiano confermato la stabilità geo-meccanica del livello -5°, per maggior  sicurezza, con l’ottenimento dell’autorizzazione a procedere per il museo, sarà attivata una procedura di ulteriore rinforzo tramite chiodature e reti di sostegno, al fine di limitare il distacco di volumi rocciosi unitari corticali.

Tutte le rilevazioni effettuate (anidride carbonica, anidride solforosa, silice, polveri totali e monossidi emessi dai mezzi presenti in galleria) hanno confermato la salubrità dell’ambiente ipogeo, restituendo concentrazioni molto al di sotto dei valori limite. Le rilevazioni di gas Radon hanno evidenziato nel tempo una concentrazione attestabile sull’ordine dei 100 Bq/m³, variabile da zona a zona. Pertanto, la cava presenta un’atmosfera salubre e può essere fruita in tutta sicurezza.

Al momento, l’impianto di ventilazione è dimensionato in base alle esigenze d’aria dettate dalla massima potenza dei motori endotermici impiegati in galleria e prevede uno schema bi-flusso con un ricambio d’aria di 10 m³/s. Quando il livello -5° è aperto al pubblico, la portata d’aria di ventilazione vincola ad ottanta persone il numero massimo di visitatori ospitabili contemporaneamente in galleria. Per questo è prevedibile, per il prossimo futuro, l’installazione di un un sistema di ventilazione maggiormente performante che permetterà anche una maggiore affluenza contemporanea di visitatori in sotterraneo. La temperatura dell’ambiente sotterraneo, al livello -5°, è di 13°C costanti durante tutto l’anno e non si prevede di installare alcun impianto di riscaldamento.

Allestimenti luminosi per la mostra fotografica "Monferrato Earthscapes" - Sons et Lumières Sotteranee.

Allestimenti luminosi per la mostra fotografica “Monferrato Earthscapes” – Sons et Lumières Sotteranee.

5. Pieni museali, vuoti normativi

In assenza, per ora, di una norma specifica che coordini in un assetto giuridico strutturato le attività rigenerative dei siti ipogei, operativi o dismessi, a fini museali, viene adottata la disciplina giuridica mineraria. In questo contesto, tali interventi possono essere autorizzati dall’Amministrazione Comunale in sostituzione del piano di recupero ambientale: l’approvazione costituisce autorizzazione integrativa a quella vigente per la coltivazione mineraria e può essere, come quest’ultima, oggetto di successivi rinnovi, proroghe e modifiche (ex L.R. 69/78). Va da sé che operando con tale strumento giuridico, finché la cava è attiva, trova necessariamente applicazione la normativa di polizia mineraria (D.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, D.Lgs. 624/1996 e s.m.i.). Questo significa che, nonostante le finalità museali e di pubblico spettacolo, Cava Sostenibile non è un’attività soggetta a controllo e approvazione dei Vigili del Fuoco né della Asl, sottraendosi a tutta una serie di pareri afferenti al “campo civile”.

Allestimenti luminosi per la mostra fotografica "Monferrato Earthscapes" - Sons et Lumières Sotteranee.

Allestimenti luminosi per la mostra fotografica “Monferrato Earthscapes” – Sons et Lumières Sotteranee.

Considerazioni finali

L’esperienza di Cava Sostenibile ci dimostra che l’attività estrattiva non va intesa solo in termini di danno e lacerazione e che una cava, oltre ad essere un luogo produttivo, può divenire uno scenario immaginifico, se progettata come una scultura territoriale. Ma, al di là della comprensione dei mutati rapporti tra cava e paesaggio, quello che si rivela importante nel caso di studio proposto è l’approccio operativo/procedurale propedeutico alla progettazione ed il suo valore di “esemplarità”, in previsione di una sua futura esportabilità per la progettazione di luoghi ipogei simili da convertire a centri culturali/didattici.


 

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