Shigeru Ban / ARCHITETTURA DI CARTA

Shigeru Ban risponde da oltre vent’anni con la creatività a situazioni estreme provocate da devastanti calamità naturali. I suoi edifici diventano spesso centri comunitari e luoghi spirituali per popoli che hanno sofferto perdite e distruzioni: è accaduto in Ruanda, Turchia, India, Cina, Italia, Haiti, e nel suo paese, il Giappone.

Curtain Wall House a Tokyo (1994-95)

Curtain Wall House a Tokyo (1994-95)

Nota biografica
Shigeru Ban (Tokyo 1957) ha frequentato la Southern California Institute of Architecture e si è laureato alla Cooper Union School of Architecture di Manhattan nel 1984.
E’ stato apprendista di Arata Isozaki dal 1982 al 1983, prima di aprire un proprio studio a Tokyo, la Shigeru Ban Architects, nel 1985.
Nel 1995 ha iniziato a lavorare come consulente per l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite e nello stesso periodo ha fondato una ONG, Voluntary Architects’ Network (VAN).
Noto per i suoi lavori innovativi, come la Curtain Wall House a Tokyo (1994-95), il Padiglione Giapponese all’Expo di Hannover (2000) e il Centre Pompidou-Metz a Parigi (2006-10), Ban dagli anni novanta si dedica a progetti di soccorso post-catastrofe, intervenendo in tutti i luoghi del globo colpiti da terremoti, guerre o tsunami con un’architettura veloce, semplice, resistente ed economica, in grado di dare immediatamente una risposta alla gente in difficoltà.
Quest’anno (2014) ha vinto il Premio Pritzker per l’architettura.

Padiglione giapponese all'Expo di Hannover 2000

Padiglione giapponese all’Expo di Hannover 2000

Centre Pompidou-Metz a Parigi (2006-10)

Centre Pompidou-Metz a Parigi (2006-10)

CARTONE PRECOMPRESSO / riciclato / semplice / leggero / economico
Shigeru Ban ha dimostrato al mondo le infinite potenzialità architettoniche di materiali economici e del tutto naturali, come carta, cartone e bamboo. Ha fatto scuola unendo sperimentazione ed ecologia e ha stupito utilizzando tubi di cartone come pilastri, travi o pareti per case, chiese, musei o ponti, conferendo a strutture ed edifici una sensazione unica di naturalezza ed elasticità.

La tecnica di realizzazione degli elementi costruttivi in cartone precompresso consiste nell’avvolgere la carta riciclata (utilizzando collanti naturali) attorno a un tubo di alluminio. Seccata la carta, il tubo viene sfilato e le colonne così ottenute vengono trattate con la cera e rese impermeabili.

Haiti 2010. Fasi di montaggio per alloggi provvisori con strutture in tubi di cartone

Haiti 2010. Fasi di montaggio per alloggi provvisori con strutture in tubi di cartone

RUANDA / Strutture per alloggi provvisori / 1994
tra le iniziative umanitarie di Ban, c’è quella nei campi profughi del Ruanda dopo che la guerra civile tra tribù ha generato due milioni di sfollati. Ban utilizza tubi di cartone per sostenere le tende fornite dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati. Una soluzione che permette di evitare il taglio di ulteriori alberi per usare pali di legno, mentre quelli di metallo erano già stati venduti dalla popolazione, visto il loro alto valore.

Ruanda, 1999

Ruanda, 1999

KOBE / Paper Houses e Paper Church / 1995
I 50 rifugi temporanei che Ban realizza per i sopravvissuti del disastroso terremoto di Kobe (gennaio 1995) si basano su un sistema di fondazione fatto con casse di birra riempite di sacchi di sabbia, per evitare getti di cls, muri di tubi di cartone e coperture con due strati di tenda tesa.
Convinto il parroco locale della resistenza del cartone, Ban viene incaricato della ricostruzione della chiesa parrocchiale vietnamita cattolica di Takatori distrutta dal sisma. Per la realizzazione del progetto, i materiali vengono donati da aziende e la costruzione, realizzata da 160 volontari, viene completata in cinque settimane. Il progetto comprende 58 tubi di cartone, disposti in ellisse. La chiesa di cartone, che avrebbe dovuto rimanere solo tre anni, è invece rimasta ben undici anni perché amata dalla gente. Successivamente, è stata smontata e donata alla città di Taiwan, a sua volta colpita dal sisma.

Paper Log House, Kobe 1995

Paper Log House, Kobe 1995

Montaggio della Paper Log House, Kobe 1995

Montaggio della Paper Log House, Kobe 1995

Paper Church, Kobe 1995

Paper Church, Kobe 1995

Interno della Paper Church

Interno della Paper Church

GARDON / ponte di carta sul fiume / 2007
Il ponte, fatto di tubi di cartone, consente il passaggio di venti persone alla volta. La struttura è composta da 281 tubi di cartone precompresso di circa 10 cm di diametro e 12 mm di spessore; i gradini sono realizzati in carta riciclata e plastica e le fondazioni sono strutture in legno zavorrate con sabbia. Il ponte sarà aperto al pubblico per sei settimane fino alla metà di settembre, prima di essere smontato per la stagione invernale.

Paper Bridge sul fiume Gardon (Francia, 2007)

Paper Bridge sul fiume Gardon (Francia, 2007)

L’AQUILA / Temporary Concert Hall / 2010-11
Shigeru Ban e il governo giapponese hanno deciso di partecipare attivamente alla ricostruzione de L’aquila donando alla città un auditorium da 200 posti, per la cui realizzazione il Giappone ha donato mezzo milione di euro. Lo scopo è quello di onorare la tradizione musicale aquilana realizzando una sala per concerti leggera, antisismica, smontabile, economica e veloce da cantierizzare.
L’auditorium, la cui costruzione ha richiesto più tempo del previsto a causa di disaccordi italiani sul progetto, è situato nel quartiere di Acquasanta, a nord-est dell’Aquila, a ridosso dell’uscita autostradale L’Aquila Est e adiacente la nuova sede del Conservatorio Alfredo Casella.
È composto da una sala ellittica inscritta diagonalmente in un quadrato di 25 m di lato e sormontata da una copertura a piramide ribassata che scarica il proprio peso su un perimetro di 44 pilastri di cartone precompresso. L’intera struttura, che si estende su una superficie di oltre 700 mq, è stata concepita in acciaio mentre i rivestimenti sono costituiti da sacchi d’argilla espansa e rivestiti con tende rosse. All’interno la sala per concerti è scansionata da una serie di tubi in cartone precompresso, i cui diversi diametri creano un buon effetto acustico e isolano il suono.

Temporary Concert Hall, L'Aquila 2011

Temporary Concert Hall, L’Aquila 2011

Cantierizzazione del Temporary Concert Hall, L'Aquila 2011

Cantierizzazione del Temporary Concert Hall, L’Aquila 2011

Sala interna da concerti del Temporary Concert Hall

Sala interna da concerti del Temporary Concert Hall

Tamponatura realizzata con sacchi di sabbia

Tamponatura realizzata con sacchi di sabbia

CHRISTCHURCH / Cattedrale di carta / Nuova Zelanda 2011-13

Nel 2011, la città neozelandese di Christchurch è stata scossa da un terremoto che ne ha distrutto l’antica cattedrale neogotica. Utilizzando tubi di cartone e altri materiali come il legno e il vetro, ancora una volta Shigeru Ban propone e realizza un progetto a costo zero per il governo (donazioni da tutte le pari del mondo), veloce e antisismico.
Per la copertura sono stati installati 64 tubi di cartone, lunghi fino a 22 m e con un diametro di 83 cm, cui è stato aggiunto un tetto di plastica.

La cattedrale di carta di Christchurch, Nuova Zelanda 2011-13

La cattedrale di carta di Christchurch, Nuova Zelanda 2011-13

Interno della Cattedrale di carta di Christchurch

Interno della Cattedrale di carta di Christchurch

Fasi della costruzione

Fasi della costruzione

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