Cesare Cattaneo 1912-1943. Pensiero e segno nell’architettura

Accademia di San Luca – Roma     (5 ottobre 2012 – 8 febbraio 2013)

Cesare CattaneoSi è conclusa ieri la mostra che l’Accademia di San Luca ha dedicato a Cesare Cattaneo, architetto razionalista comasco prematuramente scomparso, per celebrarne il centenario della nascita. Amico e collaboratore di Giuseppe Terragni e di Pietro Lingeri, Cattaneo ha lasciato nell’architettura italiana un’impronta tanto drammaticamente fugace quanto creativamente intelligente, distinguendosi per la propensione alla sperimentazione, alla ricerca teorica e all’idealismo.

La mostra, nata attorno alla scelta di numerosissimi schizzi, disegni autografi, progetti, plastici, diari ed interessanti  filmati, mette in evidenza la genesi e lo sviluppo del pensiero architettonico di Cesare Cattaneo, un pensiero caratterizzato da una preponderante tensione all’ideale capace però di concretizzarsi in un fare incessante e infaticabile. Il disegno è il vero protagonista della mostra. L’atto di disegnare è infatti per Cattaneo una vera e propria scrittura, nel senso della traslitterazione grafica del pensiero e dei suoi dibattiti interiori: molti schizzi evidenziano infatti l’intensità e il dinamismo di un’attività progettuale che ci ripensa, che cambia, che ricomincia, che trova la soluzione in alternative talvolta radicali.

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Su taccuini dalle pagine polverose, farinosi carboncini fissano frammenti della sua intelligenza vibrante. I numerosi schizzi svelano una mano tellurica e inquieta. I disegni a riga e squadra, dall’apparenza seria ed accademica, celano in realtà un ingegno indocile e intuitivo, tanto visibilmente entusiasta nei primi approcci alla professione, quanto agitatamente frettoloso, irrequieto.

La sua intensa attività professionale si svolge, infatti, con un’impellenza e una fretta purtroppo profetiche nell’arco di soli otto anni e, in più, in un contesto politico-economico difficilissimo. Eppure, nonostante il tempo gli sia avverso, nonostante Como abbia già trovato il suo maestro nella personalità di Terragni e nonostante la guerra gli porterà via tutto, Cattaneo, in quel frammento di epoca che il destino gli ha riservato, riesce a realizzare poche ma sorprendenti opere, ad esprimere nitidamente la sua poetica in “Giovanni e Giuseppe. Dialoghi di architettura” (1941) e a gettare le basi teoriche di quel concetto che egli chiamerà “astrattismo polidimensionale”.

Schizzi_1Schizzi

Dall’asilo Giuseppe Garbagnati ad Asnago (1935-1937), realizzato con Luigi Origoni, alla fontana di Camerlata (1935-1936) progettata con Mario Radice; dalla sede dell’Unione Lavoratori dell’Industria a Como – che Kenneth Frampton ha definito “la più brillante soluzione dei temi compositivi e tipologici affrontati dai razionalisti di Como” – alla casa a Cernobbio (1938-1939), l’opera-manifesto dell’astrattismo polidimensionale, la mostra ci coinvolge nell’iter progettuale di Cesare Cattaneo, nel suo entusiasmo e nel suo dramma, permettendoci di apprezzare, a settant’anni dalla sua scomparsa, il genio di un ragazzo di Como che rimarrà giovane per sempre.

Casa Cernobbio

Casa a Cernobbio (1938-39)

fontana Camerlata, Como

Fontana a Como (1935-36)

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